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Come fare i terminali da spinning in mare

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Per tutti coloro che si avvicinano allo spinning in mare oggi parliamo di come fare un terminale in base alle varie esigenza di pesca.

Dobbiamo sottolineare innanzitutto che per la tecnica dello spinning, costruire un terminale è molto più semplice rispetto ad altre tecniche di pesca, ma anche nello spinning dobbiamo seguire alcune regole basilari per rispettare quel bilanciamento che non deve mancare in tutta l’attrezzatura di pesca.

I terminali da spinning sono costituiti da:

1) spezzone di Fluorocarbon o nylon di circa 60 – 80 cm

2) jack o moschettone per aggancio dell’artificiale

3) nodo di giunzione lenza madre al terminale

4) nodo di giunzione terminale al jack o moschettone

 

Le immagini riportate sono solo esempi di prodotti e nodi, verranno approfonditi nei prossimi posts.

Iniziamo dal principio.

In genere, salvo casi particolari, in bobina si usa il trecciato detto anche multifibra o filo in dyneema, il principale materiale che lo compone, un particolare filo costituito da molti filamenti intrecciati fra loro a costituire un filo unico dalle caratteristiche di tenuta al nodo, carichi di rottura e diametri di gran lunga migliori del semplice nylon.

Per fare un veloce paragone, un trecciato di pari libbraggio rispetto ad un nylon ha un diametro nettamente minore, ciò permette lanci più lunghi! Non solo.

La gestione dell’esca ne trae grandi vantaggi, infatti i multifibra hanno zero allungamento, quindi ogni piccolo colpetto che imprimeremo sulla canna arriverà preciso all’esca, permettendoci un jerking perfetto. Altro pregio è la morbidezza, incomparabile a qualsiasi monofilo.

Ma i motivi per cui abbiamo necessità di avere un terminale in fluorocarbon o in nylon sono i seguenti :

A) maggiore invisibilità del fluorocarbon e nylon rispetto al trecciato

B) resistenza all’ abrasione del fluoro o nylon specialmente in presenza di scogli

Il fluorocarbon in particolare risulta essere molto meno visibile in pesca in quanto la sua rifrazione della luce è molto simile a quella dell’acqua risultando quasi invisibile. E’ anche più resistente all’abrasione nel caso in cui ci fossero ostacoli nel fondale come rocce, alberi sommersi e simili. Il fluorocarbon resiste bene allo sfregamento con questi tipi di ostacoli, il trecciato invece accusa molto di più e si spezza facilmente. Infine ha un’ elasticità prossima allo zero comportandosi così come un trecciato nella gestione dell’esca.

Questi sono i motivi per cui è preferibile utilizzare nei terminali il fluorocarbon anzichè il nylon, salvo particolari situazioni come nella pesca “finesse” in cui il jerking è poco usato.

Ricapitolando, il nostro terminale sarà costituito da fluorocarbon di circa 60 – 80 cm, nodo di giunzione con il jack, il tutto collegato al trecciato mediante un altro nodo di giunzione.

Come da foto suggerisco l’utilizzo dei nodi “Uni”, semplici da realizzare e molto affidabili.

Vedremo più in dettaglio i singoli elementi del terminale e il giusto libraggio a seconda della battuta di pesca.

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2 Responses to “Come fare i terminali da spinning in mare”

  1. momochii scrive:

    Thanks for an idea, you sparked at thought from a angle I hadn’t given thoguht to yet. Now lets see if I can do something with it.

  2. juggler84 scrive:

    si può utilizzare un finale in acciaio?

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